Rialto    IdT

461.217

 

   

Anonimo

 

 

 

 

   

Seigner Iuge, ben aug dir a la gen

   

q’assaz es mis en bon prez e poiaz

   

e de bon[s] faitz aves rocha fermaz

4  

e plus q’autr’om aves valor valen.

   

Donc eu mi posc asaz meraveilhar

   

q’eu aug c’autrui vos donaz e metetz

   

e a mi faiz senblan q’eu ai’ ofez,

8  

c’ancar no sai se vos sabes donar.

 

 

2 es] ses    3 bon[s]] bon    4 qautrom ritoccato su qautrem 

 

 

 

Testo: Giorgio Barachini, Rialto 28.ix.2018.


Ms.: P 64r (adespoto).

Edizioni critiche: Adolf Kolsen, Zwei provenzalische Sirventese nebst einer Anzahl Einzelstrophen, Halle (Saale) 1919, p. 27; Vincenzo De Bartholomaeis, Poesie provenzali storiche relative all’Italia, 2 voll., Roma 1931, vol. II, p. 303; Antonio Petrossi, Le “coblas esparsas” occitane anonime. Studio ed edizione dei testi, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli Federico II, 2009, p. 300.

Metrica: a10 b10 b10 a10 d10 c10 c10 d10 (Frank 624:9). Cobla cruzada di otto versi. Rime: -en, -az (as?), -ar, -éz (= és). La formula metrica è delle più diffuse in ambito trobadorico; essa ricorre esattamente identica nei componimenti repertoriati da Frank sotto i numeri 624:1-8: si tratta di sei canzoni, un sirventese e una cobla con i quali non emergono somiglianze di rilievo.

Nota: La cobla è dedicata a Nino Visconti, Giudice di Gallura dal 1275 al 1296. Una datazione più precisa non è possibile: cfr. le Circostanze storiche. – Gli otto versi della cobla editi da Kolsen contengono quattro emendamenti ai vv. 2, 3, 6, dei quali il primo è l’unico accettabile, mentre il secondo è fatto proprio da Petrossi, e presentano inoltre una lettura errata del ms. (v. 6), ripresa dalla diplomatica di Edmund Stengel («Die provenzalische Liederhandschrift Cod. 42 der Laurenzianischen Bibliothek in Florenz», Archiv für das Studium der neueren Sprachen und Literaturen, 49, 1871, pp. 53-88, 283-324 e 50, 1872, pp. 241-284), e un’opinabile separazione delle parole al v. 7. Migliore il testo di De Bartholomaeis, che conserva la lettura errata del ms. al v. 6, non corregge la forma verbale inaccettabile del v. 2 e propone dubbiosamente un emendamento al v. 7.

[GB]


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