Rialto    IdT

 

Anonimi, Ges al meu grat non sui ioglar (BdT 461.126),
Per zo no·m voil desconortar (BdT 461.193),

Seigner Iuge, ben aug dir a la gen (BdT 461.217),
Va, cobla, al Iuge de Galur (BdT 461.246)


 

Circostanze storiche

 

 

 

Le quattro coblas in questione vengono considerate, nelle pochissime edizioni esistenti, quali testi riferibili a Ugolino Visconti, più noto come Nino, giudice di Gallura dal 1275 al 1296, che Dante immagina di rincontrare, dopo averlo conosciuto in vita, nella Valletta dei Principi (Pg. VIII 46-84). L’uomo politico pisano, morto giovanissimo a circa 31 anni, era stato uno dei principali esponenti guelfi di Toscana; espulso da Pisa dopo il rovesciamento di Ugolino della Gherardesca (suo nonno), fu a Firenze, dove conobbe Dante, a Genova e infine in Sardegna (cfr. Bonora 1976; Tamponi 2010).

Tuttavia, a Nino Visconti sono indirizzate solo le coblas Seigner Iuge, ben aug dir a la gen (BdT 461.217) e Va, cobla, al Iuge de Galur (BdT 461.246), come già evidenziato da Asperti 1995, pp. 180-181, e Noto 2003, p. 87, mentre sulla relazione di queste con le due restanti è ampia la confusione degli editori. De Bartholomaeis 1931, vol. II, p. 303, considera come un componimento lacunoso ma unico i tre testi Ges al meu grat non sui ioglar (BdT 461.126), Per zo no·m voil desconortar (BdT 461.193), Va, cobla, al Iuge de Galur (BdT 461.246; quest’ultimo come tornada), perché nel codice i tre componimenti sono trascritti al f. 63v nell’ordine appena mostrato, ma tra Ges al meu grat e Per zo no·m voil desconortar vi sono nove righe erase, tante quanti sono i versi di ognuna delle due coblas. Pertanto De Bartholomaeis riteneva che potesse trattarsi di un descort con una strofa mancante (descort, perché lo schema metrico delle due strofe non è identico). Noto 2003, p. 130, dimostra l’infondatezza di tale ipotesi perché «nel canzoniere la rasura di nove righi separa non – come vorrebbe De Bartholomaeis – la cobla BdT 461.126 dalla cobla + tornada BdT 461.193 + 461.246, bensì la cobla BdT 461.126 dalla riscrittura (con minime varianti grafiche rispetto alla prima stesura) della medesima cobla BdT 461.126», come già avvertiva Stengel 1871-1872, parte seconda, p. 279. È quindi certo che Ges al meu grat non vada congiunto con Per zo no·m voil desconortar e Va, cobla, come risulta peraltro sicuro grazie alla metrica.

Del resto, anche i quattro versi di Va, cobla sono ben lontani dal rappresentare la tornada di Per zo no·m voil desconortar, dato che anche in questo caso lo schema metrico non coincide (si veda al riguardo l’edizione del testo).

Infine, confuso risulta anche Petrossi 2009, pp. 299-300: senza conoscere Noto 2003, nel tentativo di confutare anch’egli la tesi di De Bartholomaeis, gli attribuisce una posizione che questi non propugnava e cioè che Seigner Iuge facesse tutt’uno con Va, cobla, al Iuge de Galur. Per De Bartholomaeis, infatti, Seigner Iuge era testo distinto da Va, cobla, al Iuge de Galur (e anche da Per zo no·m voil desconortar). Tuttavia, lo studioso riteneva, senza dubbio a ragione, che il destinatario fosse il medesimo, vale a dire quel Nino Visconti, giudice di Gallura dal 1275 al 1296 e probabilmente legato a Terramagnino da Pisa, autore della Doctrina d’acort: Terramagnino era, peraltro, il nome dato alle genti continentali dagli abitanti della Sardegna.

Quanto al legame di Ges al meu grat e Per zo no·m voil desconortar con Va, cobla, al Iuge de Galur e Seigner Iuge, essa è, come si è detto, dubbia in entrambi i casi: benché i quattro versi di Va, cobla siano apposti a mo’ di tornada alla cobla Per zo no·m voil desconortar, la mancata coincidenza di schema metrico impedisce di credere che tale apposizione sia corretta (si veda l’edizione). Al più si può ritenere che Per zo no·m voil desconortar, che è l’unico testo a non parlare della liberalità come accade per gli altri (vengono meno quindi considerazioni tematiche), circolasse assieme a Va, cobla (e forse a Seigner Iuge) perché proveniente dal medesimo ambiente riconducibile a Nino Visconti. Invece, Ges al meu grat non ha altro legame con Va, cobla e Seigner Iuge, che seguono nel ms., se non il tema della liberalità, e la doppia trascrizione denuncia comunque problemi di tradizione o di copia; è possibile, quindi, che anch’esso possa riferirsi all’entourage di Nino, ma non è dimostrabile.

Gli anonimi autori sono probabilmente italiani, come si potrebbe evincere da almeno un errore in Per zo no·m voil (v. 4), se non è addebitabile al copista. Poiché nel caso dei versi inviati al Giudice in Seigner Iuge l’accusa di avarizia mal si concilia con la testimonianza di Dante, secondo cui Nino Visconti godeva in Toscana di una certa fama di liberalità, se non si vuole ammetterne la veridicità, bisogna ritenere o che l’autore stia conducendo un gioco letterario (l’autore scherza in modo fittizio sul fatto che il Giudice è stato generoso con tutti, tranne che con lui, per sottolineare che invece egli è davvero liberale) o che si abbia a che fare con una pura cortigianeria, con una richiesta di remunerazione (visto che è stato generoso con tutti, l’autore si aspetta che lo sia anche con lui). La seconda alternativa si adatta meglio al contenuto di Va, cobla e renderebbe più saldo il collegamento di Ges al meu grat, dove si incita a una pietosa liberalità, con gli altri componimenti.

 

 

Bibliografia

 

Asperti 1995

Stefano Asperti, Carlo I d’Angiò e i trovatori. Componenti «provenzali» e angioine nella tradizione manoscritta della lirica trobadorica, Ravenna 1995.

 

Bonora 1976

Ettore Bonora, «Nino Visconti», in Enciclopedia Dantesca, 6 voll., Roma 1970-1984, 5, 1976, versione in rete (www.treccani.it).

 

De Bartholomaeis 1931

Vincenzo De Bartholomaeis, Poesie provenzali storiche relative all’Italia, 2 voll., Rom, 1931.

 

Noto 2003

«Intavulare». Tavole di canzonieri romanzi. I. Canzonieri provenzali. 4. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana. P (Plut. 41. 42), a cura di Giuseppe Noto, Modena 2003.

 

Petrossi 2009

Antonio Petrossi, Le “coblas esparsas” occitane anonime. Studio ed edizione dei testi, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli Federico II, 2009.

 

Stengel 1871-1872

Edmund Stengel, «Die provenzalische Liederhandschrift Cod. 42 der Laurenzianischen Bibliothek in Florenz», in Archiv für das Studium der neueren Sprachen und Literaturen, 49, 1871, pp. 53-88 e 283-324; 50, 1872, pp. 241-284.

 

Tamponi 2010

Michele Tamponi, Nino Visconti di Gallura. Il dantesco “Giudice Nin gentil” tra Pisa e Sardegna, guelfi e ghibellini, faide cittadine e lotte isolane, Roma 2010.

  

Giorgio Barachini

28.ix.2018


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