Premessa all’edizione in linea della tenzone

fra Enric de Rodez e Guillem de Mur (140.1c)

 

 

 

 

Nella rubrica del ms. unico (R) relatore manca qualsiasi indicazione sull’identità degli interlocutori del partimen che A. Pillet e H. Carstens suggerivano (con proposta successivamente accolta senza riserve) di riconoscere in Enrico II di Rodez e Guillem de Mur. In effetti, il senher coms invocato come autorevole jutjes d’un plag novel e richiedente a sua volta consiglio prima di risolvere la controversia appare aduso a simili questioni e giudizi e pertanto ben si accorda con la figura umana e letteraria del conte di Rodez, notoriamente incline a intervenire, nei più diversi ruoli, in discussioni del genere. Il Guilhem sollecitato ad esprimere il proprio parere si delinea poi come particolarmente colto e dotato di saber e non diverge quindi dalla personalità di Guilhem de Mur, giudicato dai suoi stessi compagni d’arte us dels bos doctors e dels melhors trobadors della corte del conte di Rodez.

 

La testimonianza manoscritta si rivela più volte lacunosa ai fini della restitutio textus: delle cinque cobbole tràdite, tre appartengono a Guillem e due al conte; poiché proprio quest’ultimo risulta l’iniziatore del dibattito in versi, è da supporre da parte sua un numero d’interventi per lo meno pari a quelli del suo partner e si deve conseguentemente ammettere la perdita di una cobbola (di quindici versi), caduta probabilmente tra la quarta e la quinta strofa, allo stato attuale presentanti entrambe come personaggio locatore Guilhem. Ad evidenziare ulteriormente e ad aggravare la mutilazione del testo pervenuto contribuisce poi la peculiare struttura dell’ultima strofa, che s’interrompe bruscamente all’undicesimo senario, lasciando in tronco il discorso, e che denunzia apertamente la mancanza di quattro versi. Ma le omissioni vanno, a mio avviso, ben oltre e coinvolgono probabilmente le tornadas, che per tradizione concludevano i componimenti di questo genere.

 

L’ordinamento metrico e rimico coincide esattamente con quello della poesia Lo dolz chans d’un auzel di Giraut de Bornelh.

 

Saverio Guida         

10.ix.2002         


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