Analisi dei manoscritti: Il testo del celeberrimo planh è trasmesso in modo piuttosto omogeneo dai manoscritti latori, con l’eccezione significativa e ben nota dei due codici di poesia francese WX che forniscono una redazione adattata nella lingua e rimaneggiata dal punto di vista testuale. Alcuni gruppi di mss. si oppongono talvolta all’insieme della tradizione, ma è probabile che in quei luoghi siano intervenuti dei revisori a rimaneggiare il testo. L’ordine delle strofe identifica tre gruppi di manoscritti: ABIKa1 posticipano la strofa III in ultima posizione, probabilmente per via del tema dell’ineluttabilità della morte a cui è stato attribuito un valore conclusivo (tema che in molti planhs viene affrontato di norma proprio nell’ultima cobla) e che dunque ha comportato lo scivolamento della strofa in fondo al testo (quest’ordine è stato adottato da Springer, Das altprovenzalische..., pp. 88-93); CDGKpQSUX adottano l’ordine a testo, che appare il più lineare (si tratta, ad ogni buon conto, dell’ordine corretto e non garantisce alcuna parentela stemmatica); MR, infine, spostano – anche in questo caso in modo errato – in ultima posizione la str. II, benché tale collocazione in M potrebbe essere dovuta alla lacunosità del testo (in M infatti la strofa s’interrompe poco dopo l’inizio del terzo verso ed è seguita da 14 righe vuote), ma il rapporto tra M e R trova conferme anche altrove (cfr. sotto). La tornada è trasmessa, con redazioni ampiamente divergenti, da ABDGKpSU ed era veicolata probabilmente da un canale d’alimentazione della “seconda tradizione”. – A livello di raggruppamenti più minuti, CG trasmettono lezioni concordi, talora erronee, ai vv. 1 (+W; probabile innovazione con sintassi vagamente anacolutica), 3 (+QU, lezione errata a senso perché è più logico che il trovatore pianga “sempre”, non “sovente” per la morte del re; una correzione avvicina, comunque, G a Kp), 9 (+DUX), 11, 12 (forse +M), 13, 19, 20 (uso dell’indicativo tendenzialmente inesatto), 24 (+W con IK vicini in quanto dotati di doppia lezione e KpX vicini per via d’una lezione che CG sfruttano al verso seguente), 25 (cfr. v. 24), 27, 29 (+WKp), 30, 39, 40, 41, 47, 49 (+IK), 50 (possibile errore nell’ordine dei sintagmi), 53 (+M), 54 (+QRS per aips). Come si nota, le lezioni di CG sono spesso in contatto con quelle di altri testimoni, per lo più di provenienza italiana e risalenti alla “seconda tradizione” (DKpQSU, ma anche RWX) che costituiscono un bacino di tradizione attiva parallelo al quiescente ε. Inoltre, per G è palese l’uso di una seconda fonte al v. 3, anch’essa tuttavia probabilmente risalente alla stessa tradizione. La presenza di materiali alternativi rispetto a quelli sfruttati prevalentemente non è provata in C, che al vv. 48-49 si affianca a IK, ma al v. 49 l’innovazione è presente anche in G (dunque CG+IK), il quale al v. 48 presenta la lezione di ABa1-U (è probabilmente G ad essersi allontanato): è pertanto probabile che qui siano IK a contaminare dall’“affine di C”. – Un secondo gruppo ben individuato già a partire dalla critica esterna e probabilmente risalente ad un’operazione di revisione testuale, è ABa1: ordine delle strofe probabilmente erroneo (+IK), 8 (+IK), 12, 13, 16 (+Kp), 24, 25 (+Kp e parzialmente X), 26 (con A che interviene ulteriormente), 28 (+IK-U), 29, 32, 37, 41 (senza a1 che si avvicina a U), 42 (con a1 lievemente discosto), 43 (+KpMU), 46 (con a1 lievemente discosto), 48, 51 (+M per il primo emistichio), 52 (con a1 che riprende anche in parte la lezione degli altri mss. e forse +D), 53 (+DKpU), 54 (+D parzialmente); AB coincidono più spesso tra loro, mentre a1 talvolta si allontana per seguire la lezione prevalente negli altri testimoni, il che indica o che a1 aveva a disposizione altre fonti di controllo o che, più probabilmente, il compilatore dell’esemplare di AB è intervenuto ulteriormente sul testo a valle della revisione che contraddistingue i tre codici. – Ben visibile è anche l’unione di IK ai vv. 1 (ipometria), 3 (innovazione con doppia lezione nel solo I), 8 (+ABa1), 12 (+D), 15 (+Gη), 16 (+DU-Xη), 21, 23, 24 (doppia lezione), 25, 26, 27 (+C, forse poligenesi), 28 (+ABa1-U), 31 (erroneo), 41, 43, 44 (ipometria), 48 (+C), 49 (+CG), 51, 53 (doppia lezione in I), 54 (+MU): è chiaro che IK hanno usato una pluralità di fonti, talvolta adoperate in luoghi specifici del testo, tra cui una vicina a ABa1 (ordine delle strofe e vv. 8, 28), una vicina a CG (vv. 47, 48 – cfr. sopra –, forse 27), una vicina a D (vv. 12, 16); il fatto è evidente grazie alla doppia lezione del v. 24 (ma I ne ha un’altra al v. 3 e in generale questo ms. accetta con evidenza alcune lezioni annotate a margine che invece il copista di K è ancora in grado di interpretare a ragione come lezioni alternative; cfr. anche v. 2) e va affiancato alla più che probabile opera di revisione testuale, di cui le singulares dei due codici sono tracce. – I ms. MR si rivelano uniti, oltre che per l’ordine inesatto delle strofe (con la cautela espressa sopra), ai vv. 2 (omissione di las compensata in modo singularis da M), 6 (inversione dei sintagmi), 8 (+U), 23 (vicino a DS), ma in generale essi si collocano assieme ai mss. QS, talvolta con l’apporto di DU o altri testimoni: vv. 6 (MR-DSW; ripetizione di reis a tutti gli effetti erronea), 8 (MRU-QS), 15 (QRSUη, manca M), 21 (MQRS), 25 (DMQRSU+IK), 26 (MS+R?), 38 (MQRSU IKX; commutazione que-qar), 41 (DIK-QRS), 42 (MQRS), 44 (MQRS), 48 (MQRS), 53 (CGM-QS+R?), 54 (CG-QRS); è verosimile, tuttavia, che M abbia avuto almeno una seconda fonte che, all’interno di un’opera di revisione testuale visibile attraverso numerose singulares, gli ha permesso di apportare modifiche e di allontanarsi talvolta da questo raggruppamento: cfr. almeno v. 43 ABa1 + KpMU, dove tuttavia credo non sia irragionevole pensare che il commutatore mas sia stato introdotto indipendentemente quanto meno nei due gruppi ABa1 e KpMU, anche se la coincidenza ABa1 + M al primo stico entro la cesura del v. 51 può lasciar pensare che M effettivamente contamini da tradizione veneta (ma anche qui è possibile l’indipendenza a causa di una glossa scivolata a testo: lo ioves reis > lo reis henrics), come anche al v. 54 dove IKMU coincidono all’interno di un’ampia diffrazione, che giustifica pienamente il ricorso a fonti di controllo. Il gruppo MQRS è piuttosto solido; QS, talvolta con R, si avvicinano tra loro ai vv. 8 (ma qant sarà lezione giusta), 17 (sen minimale), 35 (QSU, ma poligenetico), 43 (QRS), 45 (D-QSU), 47 (la errore), 53 (QS, stessi aggettivi di CGM(R) ma diverso ordine), 54 (QRS, ma aips anche in CG). Q si trova assieme a CGU al v. 3 (in lezione deteriore), mentre S va con M al v. 26 (forse +R, se così si vuol interpretare la singularis di R). Quanto a U, che abbiamo visto allinearsi in modo incostante ora a uno, ora a un altro gruppo, tale comportamento è normale per questo codice che di base appartiene a y (qui espresso da MQRS e CG), ma che conosce anche la tradizione orientale (ABIKa1) ed interviene spesso in proprio: per y cfr. vv. 3, 8, 9, 13 (KpQRU, ma poligenesi), 15, 35, 38, 45; per la tradizione orientale (benché con qualche incertezza di collocazione) cfr. vv. 16, 28, 43 (si veda quanto detto sopra), 48, 53, 54; inoltre legami probabilmente casuali sono con Kp ai vv. 19, 32 e con C v. 46; nella tornada U va tanto con ABD quanto con GKp. – Il ms. D dovrebbe appartenere di base al gruppo appena delineato, a cui attingerebbe ad un livello superiore, non assumendo lezioni tipiche di MQRS, se si tiene conto della ripetizione erronea di reis al v. 6 a cui si aggiungono i vv. 28 (DRSU, poligenesi?), 43 (D-QRS), 45 (DQSU), 23 (DS-MR), 25 (DMQRSU+IK, probabilmente lezione corretta); in realtà, D mostra contatti anche con altri gruppi, quale CG ai vv. 9 (DCGU, poligenesi?), 19 (CG+D, ma probabile poligenesi), 40 (CGD), da accostare anche al v. 38 (ABa1-CDGKp); e ancora con IK (vv. 12, 16, cfr. sopra) e soprattutto con AB ai vv. 52 (ABD), 53 (ABa1-DKpU), 54 (ABa1-D), tornada (ABD), cioè nella sezione finale del testo. Di fatto, D presenta un testo di collocazione non precisabile e verosimilmente contaminato in fase di compilazione. Altrettanto si può dire di Kp: sebbene il ms. afferisca probabilmente alla tradizione occidentale, in alcuni luoghi si avvicina o coincide con ABa1: vv. 3 (WXη+G-Kp), 12 (KpS+W), 19 (KpU, poligenesi?), 24 (KpX+CGW, in particolare cfr. anche variante di CG al v. seguente), 25 (ABa1Kp+X), 29 (CGKpW), 37 (KpM), 43 (ABa1-KpMU, ma mas è forse poligenetico), 48 (DKp, poligenesi), 53 (ABa1+DKpU), 54 (ABa1+D-Kp), tornada (G+Kp). – Infine, i mss. WXη sono spesso vicini, ma più che pensare ad una tradizione musicale (tutti e tre sono testimoni dotati anche di notazione musicale, come G), è qui probabile l’ascendenza da una tradizione francese (la quale, certo, conservava anche la musica, ma separatamente): cfr. vv. 3 (WXη + parzialmente GKp), 5 (Wη+X), 11 (Wη), 14 (WX), 16 (DIKUXη), 17 (Xη). – A livello di piani medi, è probabile la congiunzione di CG con MR-QS (nonché DU quando questi mss. sfruttano questa tradizione), che costituiscono il ramo y della tradizione, qui non precisamente delimitabile nella sua componente autoctona e nella componente di “seconda tradizione”. Opposto ad esso vi è ABa1. IK, come si è visto, rimontano ad un insieme di fonti tra cui ABa1 e la tradizione y qual è espressa da CG, nonché a un’altra tradizione comune a D. Tradizioni collaterali si hanno in WXη e tracce si rinvengono anche in Kp. – Per la costituzione del testo si è presa a base la tradizione y, in quanto la redazione di ABa1, oltre che distinta da errori, ha tutto l’aspetto d’una revisione successiva, le cui lezioni sono state costantemente respinte in apparato. All’interno di y si è seguita la lezione ivi attestata in più gruppi, soprattutto qualora confermata anche da raggruppamenti esterni (ciò che permette di escludere come innovazioni una serie di lectiones singulares dei sottogruppi di y, come CG o MQRS). Grafia: C.

Ordine delle strofe:

    I II III IV V VI T
  DGKpSU 1 2 3 4 5 6 7
  CQ 1 2 3 4 5 6 -
  X 1 2 3 4 5 - -
  AB 1 2 6 3 4 5 7
  IKa1 1 2 6 3 4 5 -
  η 1 2 - - - - -
  W* 1 2 3(4-9) 3(1-2) - - -
  MR 1 6** 2 3 4 5 -
  N2μ

solo incipit

         

* La terza strofa è costituita dai vv. 1-2 dalla strofa IV, un verso di sutura e i vv. 4-9 dalla strofa III

**Strofa lacunosa in M, cfr. § Analisi dei mss.

Apparato critico:

I.  1 Fortz] Fort CGIKQRSUη, Greu X, manca in W (per ablazione di miniatura, ma leggibile come parola di richiamo al foglio precedente) ǀ cauza es] cauzaujatz C, cha(u)sa oiaz G (con chausa tratto da chosa con a ritoccata e u scritta in interlinea), chose auias W, can es μ ǀ cauza] chose WXη (in W leggibile come parola di richiamo al foglio precedente) ǀ es] om. (−1) IK (in K reintegrato in interlinea da un correttore) ǀ que] om. (−1) R, e GKpQSUWμ, qui η ǀ tot] toz Kp ǀ lo] lor W, le η ǀ maior] maier ABN2QRa1, maiers Kp, maur η, ma-[  ]r W (per ablazione di miniatura) ǀ dan] danz Kp, dam η    2 e·l maior dol] om. (−4) Kp ǀ e·l m.] et m. GDWX, et le m. η ǀ maior] maier ABQRUa1, maur η, greignor WX ǀ dol G (con o ritoccata) ǀ las] om. MRWX ǀ qu’ieu anc mais agues] queu lais queu anc mais agues I, qieu anc mais iorn ages M, que onques mais auguez X, que onc (onqc η’) mes ages η, que [     e]s oges W (per ablazione di miniatura) ǀ agues] aues G, oges W, auguez X    3 e so don dei totztemps plaigner p.] ABDMRSa1η (in S ritoccato su plaigrer), e ço dunt dei suuent plagner p. QU, e so don ieu souen plang en p. C, eso dira eu souen plaing enploran G ma parole cassate e sostituite in interlinea con que eu degra dir dal correttore (cfr. C e Kp), quar so queu degra comtar en p. Kp, Eso don deu chascus plaing plaingner p. (+1) I, Eso don deu chascuns plaigner p. K, que ce con deit toz ior [           ]n p. W, et tot qan con deuroit plaindre en p. X ǀ totztemps] souen C(G)QU, toz ior , om. X    4 m’aven] mest bel W, couent X ǀ a] om. IX ǀ chantan] chantar S ǀ e] en Kp ǀ chan-|[          ]etraire W (per ablazione di miniatura)    5 car selh] que selh CGKpWη, qaicel U, qan cil X, de cel S ǀ qu’era] qui era U, qui es Wη, qestoit X ǀ de valor] de valors GSa1 (in S la s è espunta, in a1 è cancellata), des valens W ǀ caps e] cap e U, [   e]t W (per ablazione di miniatura), chief et X, chiefs et η    6 lo rics valens Richartz reys] lo reis ualenz rizarz reis DSW, le reis ricartz ualenz reis MR (in R senza -s e -z), lo rics ualenz reis richartz I, ualen e pros richatz lo sodos (?) reis (+3) Kp (sodos d’incerta lettura forse sobos con possibile segno abbreviativo su -d-) ǀ lo] le M, li SX, lou W ǀ rics] reis (rey R) DMRSW, ric GQXa1 ǀ valens] ualen GKpQRa1 ǀ Richartz] richart GQRSUa1 ǀ reys] rei GQR, roi η ǀ dels] des DQSWXη    7 ai] oi DIKη, he WX ǀ Dieus] las W ǀ quals perd’e quals dans es] cals (qal KpG) perda e (o U) cals (qal G) d. e. ABGKpSU, qal perdra e q. d. e. Q, qual dol et con perdens W, qals perte dous et qals perte X, cals per de cals es. danz es a1, quev perte et que dams est η ǀ quals(1)] qal GKpMQRW, quev η ǀ quals(2)] qal GR, que η ǀ dans] dan G    8 quan] com DGWX, tan MRU ǀ et cum dur mot η ǀ con estreins X (con est-| eraso e con riscritto) ǀ estrang] estrains ABDKXa1, estraig W ǀ mot] motz ABDIKQSXa1, mortz U ǀ quan salvatge a auzir] cant saluatges adir ABIa1, e qan saluages adir (+1) K, quan saluatge (saluages D) auzir CD, can (con G) saluatge adauzir (adanzir G) KpG, e tan (qant QS) greu (greus Q) per auzir MQRSU, et saluage a auzir W, saluages a oir X, cum sauvage avenir (?) η    9 Ben a] om. (−2) R, con a W, molt a X ǀ totz hom c’o pot] qi tot so pot M ǀ totz hom] totz homs R, tals hom W, nus hom X ǀ c’o] quil CU, qel DGX (in G q ripassata), quant Kp, con R, qui ǀ suffrir] suffrrir C.

II.  In M solo vv. 10-11 e prime quattro sillabe del v. 12.    10 Mortz] Mor X, Mort η ǀ lo] le MQ, li , lou W ǀ reys] rei GU, rois η ǀ passat] passa Q, passatz R, passe η ǀ mil] mils U ǀ an] anz KpRη    11 non morut hom don tals perde auenguez X ǀ qu’anc tan pros hom] quanc si grans dols (dol G) CG, que tals (tav η) preudom ǀ qu’anc tan] ca tant Kp, qaitan U ǀ pros hom no] pros hom es non (+1) I, prodom no a1Wη ǀ pros] pro Q ǀ hom] om. (−1) R, oms D ǀ no fo ni no·l vi res] non fu ne non ier mes W, ne fv ne nel ui (−1) η ǀ ·l] om. CG ǀ nol in a1 da uol con espunzione e correzione in interlinea ǀ vi res] ni res Kp, ueiretz R, uit res S    12 In M solo ni ia non er (cfr. CG) ǀ ni iamais hom non er] KpS, ni ia non er mais hom CG, ni anc mais hom non fo ABa1 (in a1 no con o ritoccata), ne mais non er nulls oms (hom IK) DIK, ne iamais non er (−1) Q, ni iamais non er hom R, ni ges nul hom non es U, iamaiz nus hom non er W, ne iamais nus non ert X, ne iameis nert (−2) η ǀ del sieu] de son WXη    13 tan larcs, tan pros, tan arditz] tant pros tan tan ardit (−1) Kp ǀ larcs] larc QRη, laircs K (da precedente laires?) ǀ pros] rics CG, prev η ǀ tan arditz] om. (−3) η, tant adreitz ABa1, tan ardit CKpQR ǀ tals] tal CGη, tan KpQRU    14 Qu’] om. WX ǀ Alichandres] alixandre GKpRUη (in G su rasura) ǀ lo] li Q, lou W ǀ reys] rei GQRη ǀ qui] que DIKSUa1 ǀ venquet] conquist X, uenqi QSWη    15 non dona tan onques autant ne mais X ǀ no] ne η ǀ cre] cuit QRSUη, om. a1 (cre reintegrato dal correttore in interlinea) ǀ que] om. (−1) Kp, qanc GIKη ǀ dones] donas W, uausist η ǀ mezes] mesist η    16 non fist charlous. ni artus tan non mes W, non cuit charles. ni artus lo uolgues X ǀ anc] an S, onc η ǀ Charles] C(h)arles D (con h aggiunta), Karle G (con K su rasura), carles Kp (poco chiaro) ǀ Charles ni Artus] carles maines (−1) R, karles ne artur η ǀ tan] plus ABKpa1, lo DIKUη ǀ valgues] uausist η    17 qu’a] per X ǀ tot lo mon] totz los iorns R, totlom lomon a1 ǀ lo] lou W, le η ǀ se fes] sen fes QS, sieus fes R, afet W, se fist , se fes G (con -s aggiunta) ǀ qui vol] om. (−2) R, qin uol ABCSa1, qui en uol Kp, qi uolc Q ǀ vol ver] ueir uolt X ǀ uol] viaut W, uolt X, uelt η, vol a1 (ricavato da vel) ǀ ver] veir WXη    18 als u.] al u. D, ans u. Kp, as u. WXη ǀ us] un DG ǀ duptar] amar η ǀ als a.] al a. D, as a. KpWXη ǀ autres] autre DGQ, autras Kp ǀ grazir a1 (con r ritoccata).

III.  19 Om. W (cfr. § Ordine delle strofe) ǀ Meravil me] Merueil me (−1) G, Bem merauilh Kp, Ben mi meraueilh U, Molt me merueil X ǀ del fals s.] quel fals s. CG, cal fals s. D, cum es s. Kp, qen cest s. X    20 Om. W (cfr. § Ordine delle strofe) ǀ co·i pot estar] com pot estar DQ, com i pod estar (star a1) Ua1, ausa estar CG, pot maiss (?) estar Kp, non pot esser X ǀ savis] saui Kp, larges X ǀ hom] oms D ǀ cortes] corteis X    21 Om. W (cfr. § Ordine delle strofe) ǀ pus ren no·i val] pois noi ualon IK, pois noi ten pro Kp, et kan non ualt X ǀ ren] res MR ǀ no·i] no CGU, noill DMQS ǀ val] ualt X ǀ belh dich] belh ditz CGU, bels diz D, bel don (bels dos R, bel dons S) MQRS, ualors Kp, bons diz X ǀ ni] ab D ǀ faich] faitz CGMQRUX, fait Da1 ǀ prezan] prezatz R, presanz U, peruanz X    22 non crei qualtres gensor pas ni graaire W (cfr. § Ordine delle strofe) ǀ E donc] Adunc G, adon X ǀ per que] per qei X ǀ s’esfors’om] ses forchan G, seu forsa Kp, sesforzon MQS, sefforcent X (ses forsom a1 con ses ritoccato su ser) ǀ pauc ni guayre] om. (−3’) R ǀ pauc] poi X ǀ guayre] graire Kp    23 Quera mostrat mortz lo mal q. p. f. IK, qera nos a mostrat morz ço q. p. f. (+1) U, desoremaiz moustra dex q. p. f. W, tot a mostre mors lo pis q. p. f. X ǀ qu’era nos a] qaoras ha DS, qe aras ha MR, qe or nos a G, quara uos a Kp ǀ mortz] mort R    24 qu’a un sol colp a lo mielhs] qa (qab U) un sol colp (colps U) ha lo mieilh (als miels −1 U) MSU, Cab (ca Q) sol un colp ha lo meill DQ, qa un sol colp al meillor ABa1, que sol colp a miels (−2) R (con sol da sos e a da i), Caz un sol colp atot lo miellz IK (in K sol è espunto), qua un colp a tot lo mielhs (le mieuz W) CGW (in G col con p aggiunta a punta fine), cun (ka un X) colp a tot lo prez KpX ǀ del] dei R ǀ pres] preis WX    25 tota l’onor] totas lonors DS, totas honors IK, tota la mor G, tota lanor Kp, tot lonors U, tote lonor WX ǀ totz los gaugz] etotz gaug (gautz K) IK, toç logauç Q, tot lo gaug M, e toz los gaug (+1) U, totz los sens (tot lo sen Xa1) ABKpXa1, tot (toz G) lo pretz CG, tot lou ben W ǀ totz los bes] tot (toz G) lo bes CGa1, e totz bes IK, e toz los bes (+1) U, tot lou mes W, tot lo iois X    26 E pus] hueimais MS, els mals R, et quan WX ǀ vezem] ue hom ABa1 (in a1 hom ritoccato forse su hon), verē R, eu vei W, on ueit X ǀ que] con W ǀ res no·i pot] non li pot W ǀ res] hom A, nuillz IK, ren GQRUa1 ǀ no·i] non DGIKX, nol Kp ǀ guandir] gaudir Kp, guenchir W    27 maiz endeuren redoutar a m. W, sen deit on ben meins dotar a m. X ǀ deuri’om] deuria hom AB, deuriam CG, deuriaom M ǀ meins] mais Kp, meiz G ǀ duptar] doptat G ǀ a] al CIK, de a1 ǀ a orir G (corretto in seguito in amorir con m a punta fine).

IV.  In W solo vv. 28-29.    28 A] E M ǀ Senher reys valens] ualens (valen a1) reis (rei U) seigner (seingners IK) ABIKUa1 ǀ senher] seingners IK, segnor G, segnjer a1 (con i > j ritoccata dal correttore) ǀ reys] rei GRU ǀ valens] ualen QRa1, uaillanz X ǀ e que f.] e qes f. DRSU ǀ faran] faram Kp, feran QU, ferem W, ferant X    29 hueimais] richas ABa1 (in a1 r- e -ch- ripassate), ni as W, beles X ǀ armas] ar | (a)mas R (con a aggiunta su m), armes WX ǀ ni] nas W, et X ǀ fort tornei] fortor ni R ǀ fort] beil ABa1, gran (grans KpW) CGKpW ǀ tornei] torneis KpUW ǀ espes] es pes G (con s ritoccata su erasione di n), espers R, espeis X (ritoccato su espois)    30 ne qui porra lous bens rendre iamaiz W (cfr. § Ordine delle strofe) ǀ ni ricas] et hautes X ǀ cortz] cort U ǀ ni] et X ǀ belh] bels KpR, rich X ǀ don aut] donar CG, dous auts Kp, dos aut R, don bel X ǀ ni] e DKpMQRSUX ǀ gran] grans Kp    31 pus] e pus (+1) R, qant X ǀ vos] uoi IK ǀ no·i etz] non etz CG, ni es X ǀ qui] que AB, qe DGIKSUa1 ǀ qui n’eratz] qen era G, quen fos bos Kp, qi ueraç Q, qestiez X ǀ capdelaire] caps del aire S, cap e paire U, chandelaire X    32 ni] et X ǀ que] qes DQRSU ǀ faran] feran U, ferant X, faran G (ritoccato su saran) ǀ li] tant ABa1 ǀ a m.] al m. KpU    33 silh qui s’eran] qui sesteient X ǀ silh] cels G, sel IKMU ǀ qui] que ADIKMRSa1 ǀ s’] om. DIKQRSU ǀ en] el DKpMQU, al R ǀ vostre] uostra Kp ǀ servir] seruisi (+1) U ǀ mes] om. (−1) R, meis X, mis M (in seguito ritoccato in mes)    34 qu’atendion] ni catendion R, qe atendean U, katendeient X (da precedente atendoient), qatendion a1 (con a ritoccata) ǀ ·l] om. RX ǀ guazardos] guazardon CKpQS, guizedon G, gazardols R, quiendon U, guerredons X ǀ vengues] uengueis X    35 ni] om. X ǀ que] qes QSU ǀ faran] feran U, ferant X ǀ cilh] sels GQRSU, seil IKKpM ǀ que·s] qui KpRX, qis M, qe Q ǀ degran] deurient X ǀ aucir] morir Kp, aucir a1 (con c ritoccata)    36 qu’aviatz faitz] quen mans faitz R, qauraz faiz D, qauriaz faiz U, quauias faigs IK, qau(i)atzfag a1 (da qauratz con r espunta e corretta e fag ritoccato) ǀ faitz] faich BKpMQSa1, fait X ǀ en] a X ǀ gran] om. (−1) Q, granz G ǀ ricor] ricors G.

V.  37 Longua] Auol KpM, Longue a X ǀ ira] om. (−2) R, uida KpM, ennoi X ǀ e] om. C ǀ avol vida auran] gran pena trairan ABa1, longa mort auran Kp, piez de mort auran M, male uide arant X, auol uidauran R    38 e] in R aggiunta in interlinea ǀ tostemps] souent X, tot temps IK ǀ dol] mals U ǀ qu’enaissi] car aissi IKMQRSUX, queu aissi Kp, car aiqo X ǀ lor es pres] lor nes pres D, los uespres Kp, lor er pres a1    39 E Sarrazi, Turc, Payan] e tuit payan sarrazi C, Eturc paian sarazin G, e sarrazi paias turcs Kp, e sarrazis turcs paias R, qal saracin turcs pagan U, El s. t. p. Q ǀ sarrazin a1 (con -n ritoccata su -r) ǀ Persan] om. R (ma lascia spazio bianco), persans Kp    40 In Kp solo queus doptan, il resto è omesso ǀ que·us] om. (−1) R (ma lascia spazio bianco), uos CDG, qeu X, qi vos a1 ǀ duptavon] doptan Kp, dotauent X ǀ qu’ome nat d. m.] que hom nat (naç G) d. m. CG (in G om è aggiunto a punta fine in interlinea; naç ritoccato a partire da nat), com canc nasqes d. m. (+1) U ǀ nat] naţ D (cfr. G), na X    41 Om. Kp (cfr. v. 40) ǀ creisseran tan d’erguelh e[n] l. a.] ar es doblatz lerguelhs e l. a. C, qadoblat es orguoil l. a. (−1) G, creisseran tant en (ab M) orguoil l. a. ABM, creiseran (creiseron IK) tant dorgoil tot (toz D) l. a. QDIKRS, creisceran tan lor orgoilh e l. a. U, uertiront molt en orgoil l. a. X, creiseran tant(o) lur ergueil l. a. a1 (con tant ritoccato e o aggiunta)    42 qel sepulcres ner trop (ben a1) plus tart conques ABa1, et mais ert tart lo sepulcres conques X ǀ que] om. (−1) Kp (cfr. vv. 40-41) ǀ tart] grieu MQRS, tarz D ǀ n’er] uert Kp ǀ lo] in G aggiunto in interlinea, le KpM ǀ Sepulcres] sepulcre GKpRS    43 Mas] e C, qer D, qe GX, pois IK, car QRS ǀ D. o vol] d. uol o C, d. lo uol (uolc U) GQRSU, d. el o uol (+1) IK, d. non uol X ǀ que] quar CGQRSU, et X ǀ s’El non o v.] sieu non o u. C, scel non o u. D, sel no lo u. GIKQS, siel non lo u. R, si non o u. KpU, se il lo u. X, cel non o v. a1 ǀ El] il BQS    44 e vos] e us U, que uos X ǀ senher] seingners IK, segne(r) G (con -egner scritto a punta fine dopo erasione) ǀ visquessetz] uisques (−1) IK, uisquessaz KpX, uisqisses G (con -qi- < -ci-) ǀ ses] se D ǀ falhir] mentir MQRS    45 ses conuenguez de surie foir X ǀ los] les DG, lor U, lo a1 ǀ avengr’a f.] auengra a f. AB, nauengra a f. D, nauengra f. SU, ne uengra f. Q, tragra a f. R (tr- non chiare) ǀ in a1 figir > fugir.

VI.  46 Hueimais] Iamais CU ǀ non ai] noi a AB, noi ai a1, nai hom Kp (un segno di richiamo parrebbe integrare a margine ˇnai hom > no ai hom) ǀ esperansa] esperaza Kp, speranza U ǀ que·i an] lai an D, qe an G, que aia Kp, caian R, qell an S, qe iam U    47 reis] dux (duc G) CG, coms IK, rei U ǀ ni] n Kp ǀ ni princeps] nimpeire U, ni prince IK ǀ qui] que ABDIKKpQRa1 ǀ lo] om. (−1) Kp, la QS ǀ saubes] pogues CG    48 pero tug silh] per so tug silh CIK, per ascel (−1) D, pero aissilh Kp, e cell (sels R) seinher MQRS ǀ tug] toz G ǀ qu’en] quel CGQRS, quil KpM (ma per MQRS = que·l: cfr. rimante) ǀ vostre loc] luoc de vos ABa1 ǀ seran] tenran MQRS    49 devon] degran CG, deu (−1) Kp, deuran M, deuom U, d(e)uon a1 (con e aggiunta dal correttore in interlinea) ǀ gardar] saber CGIK    50 ni] e ABCGKpa1 ǀ qual] cil (?) Kp ǀ foron vostre dui valen f.] foron dui uostre ualen f. CG, forol duy f. (−4) R ǀ vostre] vostri SU    51 lo ioves reys] lo reis enrics ABMa1, lo reis ioues IK, lo ioue (ioune Q) rei GQ, lui mes reis R, li iousner reis S, los iouen reis U ǀ lo] le MQ, li S ǀ e·l] nil IK ǀ cortes coms] bos comtes AB, bon comte a1 ǀ Gaufres] in G gaufres da prec. gaufrei    52 Om. C ǀ e] om. (−1) R ǀ e qui en loc] e cel (cels a1) qen luoc ABa1, e scel loc (−1) D ǀ remanra] remaura Q, remandra U, remanran a1 ǀ vos tres] totz tres ABD, uostrez Kp, in G tres da prec. trei    53 ben deu] deu ben AB ǀ fin] aut ABDKpUa1, bon IK, ferm QRS, fis G ǀ e] ab IK ǀ ferm] fin QS ǀ cossir] in I sospir espunto e sostituito da consir    54 de totz bos (bon U) fachz començar e fenir MU, de comensar totz bos faitz e fenir IK, de totz bos aips enansar e grandir CG (in G grandir con -n- su erasione), de totz bos aibs e si meteis iauzir RQS, de far rics faiz. e de son cor iauzir D, de far bos faitz (granz corz Kp) e de socors chausir ABa1Kp. [fachz MABDIKUa1, aips CGQRS ǀ chausir ABKpa1, iauzir DQRS]

T.  55 Solo in ABDGKpSU Ai seigner dieus uos qetz uers perdonaire AB, Ha seingner deus uos qes rics capdelaire D, Ai segner reis. Kes uerais cabdelaire G, Bel senher reis deus qui es uer capdelaire Kp, Bel seigner reis cel deus qes perdonaire S, Hai seingnier dieus qes uerais perdonaire U    56 uera uita uers (uero U) hom uera merces KpU, uera uida. uers deus. vera mersses D, verais hom/ uerais uida/ uerais merces S, vers dieus uers hom uera uida merces AB, uera. Vida uera lux e merces G    57 vos faça cel perdon qe coiços (contaus (?) Kp) es GKp (in G coiços < cuiços), vos faza tal perdon com ops uos es S, perdonaz lle qe ops etocha lles D, perdona li que ops ecocha les AB, perdonar liai si com ops lies U    58 si quel pecat oblida el falhir Kp, si qel peçad se(s) oblide el falir G (ses con -s aggiunta), si qel tort auos perdon el falir S, etoblides lo forfaig el faillir U, enon gardetz (gardaz D) seigner al seu faillir (afaire A) BDA    59 el menbret zo en que saupes seruir Kp, e menbre aiço enqe pos(s)eç causir G (tra menbre e aiço lettere “se d” erase; seconda s di posseç aggiunta in alto), et menbre li com lo sauiez seruir S, e menbre uos la o uos uolg seruir U, e membre uos cum uos anet seruir ABD.

 

I.  1 Fortz] Forz D, Fors Kp ǀ fort CGIKRUWη, for QS ǀ cauza] chausa ADKQSU, causa BIKpMa1, chauza N2 ǀ es] est η ǀ que] qe DMN2 ǀ e GKpQSUμ, et W ǀ tot] tut Q ǀ maier ABN2Ra1, mager Q    2 et GW, e D ǀ maier ABRUa1, mager Q ǀ dol] doel η ǀ qu’ieu] qieu ABMa1, qeu DGQSU ǀ agues] ages ADMη    3 e] et ǀ so] ço QU, zo S, co η ǀ don] dunt Q, dont η ǀ totztemps] toz temps DS, tostems R ǀ souen C(G)U, suuent Q ǀ toz ior W, toz iorz η ǀ plaigner] plaingner DI, plainher M, plagner Q, planher R, plaingnier U, plagnier a1 ǀ plaindre X, pleindre η ǀ plang C, plaing I(G) ǀ ploran] plorant     4 aven] aue D, auient η ǀ chantan] chantant QXη ǀ e] et η    5 car] qar M ǀ que CKpWη, qe G ǀ selh] cel ABKpQSa1, scel D, cil GWXη, sel IKR, cell M ǀ qu’era] qera ABDGMQSa1 ǀ es W, est η ǀ valor] ualur η ǀ e] et     6 rics] ris η ǀ ric GQa1, rich X ǀ valens] ualenz DIKMSUη ǀ Richartz] rizarz D, richatz Kp, ricartz M, richars WX, richarz η ǀ richart GQRa1, rizard S, riccard U ǀ reys] reis ABDIKKpMSUWXa1 ǀ rei GQ, rey R ǀ engles] angles Kp, engleis    7 es] est η ǀ mortz] morz DKpSUXη, morç G, mors QW ǀ Ai] a G, hai Q, ay R ǀ Dieus] deus ABDGKpQSη, diex X ǀ quals] cals ABDIKSa1, qals UX ǀ qal GMQ, qual KpW, cal R ǀ perd’e] perdæ DM ǀ quals] cals ABDSa1, qals MQUX ǀ qal G, cal R ǀ dans] danz DSa1, dams η ǀ es] est η    8 quan] cant A, qan B, quant Kp, qant Q, can Sa1 ǀ tan MR, tant U ǀ com DG, con X ǀ estrains ABa1, estrangs D, estraingz K, estreins X ǀ estrang] estraing GISU, estranh KpR, estrainh M ǀ motz ABIKa1, moz DSX, moç Q ǀ quan] cant A, qan BDIKSa1, can Kp, qant Q ǀ salvatge] saluage GW, sauvage η ǀ saluatges AB, saluages DIKX, saluaties a1 ǀ auzir] audir QSU    9 Ben] Bien η ǀ a] ha M ǀ cor] cuer X, quer η ǀ totz] toz DGKpSUη, toç Q ǀ c’o] qo AB ǀ quil C, qil U ǀ pot] potz KpR, po S, pod U, puet η ǀ suffrir] sofrir ABDRS, sosfrir G, soffrir IKKpQXη, sufrir MUW.

II.  10 Mortz] Morz DS, Morç G, Mors KpMQUW ǀ es] est η ǀ reys] reis ABDIKKpMQSWXa1 ǀ e] et ǀ son] sunt , sont X ǀ mil] mill M, .m. X ǀ anz Kpη, ans R    11 qu’anc] canc ABDRa1, qanc GMQS ǀ tan] tant ABKpQ ǀ grans C, granz G ǀ no] non ABGIKKpMQUWa1 ǀ fo] fon a1, fu W, fv η ǀ ni] ne QSWη    12 ni] ne DQSXη ǀ non] no Ga1 ǀ nulls D, nuls IK ǀ sieu] seu DGIKpQSU ǀ semblan] senblan IS, samblan X, semblant η    13 tan] tant ABKpη ǀ larcs] largs U, lars WX ǀ larc QR, larg η ǀ tan] tant ABη, tam U ǀ pros] prous W, prouz X, prev η ǀ tan] tant ABU ǀ arditz] ardiz DGSU, hardis W, hardiz X (con z su rasura) ǀ tals] taus W ǀ tal CG, tav η    14 Qu’Al.] q’al. ABDGQSUa1, c’al. IKKpR ǀ Alichandres] alixandres ABQSa1, alexandres DWX, alisandres IK ǀ alixandre , alexandre Kp, aleissandre R, alisandre U ǀ reys] reis ABDIKKpSUWX ǀ rei GQη, rey R ǀ qui] qi GQ ǀ que DIK, qe SU ǀ venquet] uenqet BDGKpa1, uinquet U ǀ uenqi QS, venqui W, uenqui η    15 no] non ABIKKpQRUWXa1 ǀ cre] crei Kp (?) W ǀ cuit QSU, cug R, quit η ǀ que] qe QSUa1 ǀ qanc GK, quanc I, quonc η ǀ tan] tant ABIKa1η ǀ tan] tant ABa1η ǀ mezes] meses ABKpQUW, messes DS, mises G    16 Charles] karles , carles BIRU ǀ tan] tant QR ǀ valgues] ualges D    17 qu’a] ca ABKpRa1, qa GKQSU ǀ tot] tut Q, to η ǀ mon] mond , mont QW ǀ se] si ABIKKpa1 ǀ fes] fetz AB, fez DSU, fe a1 ǀ qui] qi ABGQSUa1    18 us] uns BIKX, vns Wa1η ǀ duptar] doptar ABDIKKpQRSa1, dotar G, dottar U, doutar WX ǀ et] e Ua1 ǀ grazir] graçir G, grasir QU.

III.  19 Meravil] Merauill AB, Meraueill DS, merauilh KpMR, meraueilh U ǀ secgle C, sieche X, segle cett. ǀ truan] truant X    20 co·i] qoi S ǀ com DUa1, con Q ǀ pot] pod U ǀ auza C, ausa G ǀ estar] istar S    21 pus] puois AK, pois BDGIKpU, pos MRSa1, poi Q ǀ ren] re ABDQSU ǀ noill DMS, nol Q ǀ belh] beill AB, bel GMQSUa1, beil IK ǀ dich] dig BIKa1 ǀ ditz C, diz DUX, diç G ǀ ni] ne G ǀ faich] faig I, fag K, fagh Kp ǀ faitz C, faiz GX, faz MU, faç Q, fatz R ǀ prezan] presan DIQ, prisan G    22 E] et S ǀ donc] doncs ABIKMSU, doncx R ǀ que] qe DMQSUX ǀ s’esfors’om] sefforsom A, sesforssom B, sesforçhom D, sesforzom U ǀ sesforzon MS, ses forçon Q ǀ pauc] paoc S ǀ ni] ne X ǀ guayre] gaire ABDGIKMQSUXa1    23 qu’] q’ ABDQSUa1 ǀ era] eras AB, ara Kp, aras MR, aoras DS ǀ a] ha DMa1 ǀ mortz] morz DKSU, morç G, mors QX ǀ que] qe MQSa1    24 qu’] q’ ABGMSUa1, c’ DIKKpQ, k’ X ǀ un] vn a1 ǀ colp] coup W, cop X ǀ a] ha DM ǀ tot] tut G ǀ mielhs] meill DS, meil G, miellz IK, mieilh M, miels QRU, mieuz W ǀ prez Kp, pris X ǀ mon] mont Xa1 ǀ pres] prez Kp    25 totz] toz DGKKpSU, toç Q ǀ pretz C, prez G ǀ gaugz R, gauz DS, gauç Q, gautz K ǀ totz] toz DGSU, toç Q    26 pus] pos AKpQ, pois BDGIUa1, puois K ǀ hueimais M, omais S ǀ quan W, cant X ǀ vezem] ueçem G, uesem Kp, uedem QS ǀ que] qe MQSU, ke X ǀ res] rens X ǀ ren Ga1, re QR, rem U ǀ non DGX, no IK ǀ guandir] gandir ABDGIKMQRSUXa1    27 ben] be D ǀ deuri’om] deuri hom IK, deurion Q ǀ meins] meinz BDU, menz IKS, mens QR ǀ duptar] doptar ABDIKKpQRSa1, dottar U, dotar X ǀ murir] morir ABDGIKKpMQRSUWXa1.

IV.  28 A] Ai ABGRSa1, Ha DWX, Hai QU ǀ senher] seigner ABSWX, seingner D, seinher M, segner Q, seingnier U ǀ seingners I, seigners K ǀ reys] reis ABDIKKpMQSWXa1 ǀ rei GU, rey R ǀ valens] ualenz DIKSU, ualenç G ǀ e] et W ǀ que] qe DMQSUa1    29 hueimais] oimais DIKKpMQS, omais GU, vei mais R ǀ beil AB, bel a1 ǀ grans Kp, granz W    30 ni] ne DQS ǀ ricas] richas ABa1, riccas QU ǀ cortz] corz DGS, cors KpQX ǀ belh] beill ABIK, bel DGQSUa1, bell M ǀ aut] alt QS ǀ gran] grant X    31 pus] pois ABDI, pos GKpMQSUa1, puois K ǀ etz] es DGIKKpQRSUa1, iest M ǀ qui] qi MQ ǀ eratz] iratz ABa1, eraz DSU, eras M ǀ capdelaire] capdellaire ABM, chapdellaire I, chapdelaire K, cabdelaire a1    32 ni] ne S ǀ que] qe DMSUa1 ǀ tant AB, tan a1 ǀ liurat] lieurat R, liura X    33 silh] cill AB, scill D, sil KpR, cil QSa1 ǀ sel IKU, cell M ǀ qui] qi Q ǀ que AIK, qe DMS ǀ eran] eron ADQRSa1, eront B    34 qu’] c’ AIKQR, q’ BDGMSa1 ǀ que] qe DGMQSUa1 ǀ guazardos] guizerdos AB, geerdos D, guizardos IK, gizardos M, guiardos a1 ǀ guazardon C, gazardo Kp, gierdon Q, guierdon S ǀ vengues] uenges DM    35 que] qe Ma1, ke X ǀ cilh] cill AB, scill D, cil Xa1 ǀ sels GR, cels QSU ǀ seil IK, cel Kp, cell M ǀ que·s] qeis AB, qes DGSUa1 ǀ degran] degron A ǀ aucir] aussir D, auzir IKU, auçir MQ, ausir R    36 qu’] c’ A, q’ BDGKMQSUa1, k’ X ǀ aviatz] auiaz GSX, auias IKKpM, auiaç Q ǀ faitz] faiz DGU ǀ faich BQS, fag Kpa1, fach M ǀ faigs I, fags K ǀ gran] grant KpXa1 ǀ ricor] riccor U, richor X.

V.  37 Longua] Longa ABDIKQSU, Lunga G ǀ e] et Kp    38 e] et S ǀ tostemps] totztemps ABKpM, toz temps DSU, toz tems G, toç temps Q, tostems R ǀ tot temps I, tot tems K ǀ qu’] q’ ABDG ǀ car IQRX, quar K, qar MSU ǀ aissi] aysi R ǀ lor] lur MR ǀ es] est X    39 E] Et S ǀ Sarrazi] sarrazin ABMXa1, sarassin D, sarazin G, sarasin IK, sarracin S, saracin U, saraçin Q ǀ Payan] paian ABDGIKQSa1, pagan U, paien X ǀ Persan] persant X    40 que] qe ABMQSU ǀ ·us] os QS ǀ duptavon] doptauon ABDIKS, dotauon G, doptauan Qa1, dottauan U ǀ qu’] c’ ADIKQRSa1, q’ BM, k’ X ǀ que hom C, qe (om) G ǀ nat] nait IKa1 ǀ maire] mayre R    41 creisseran] creiseran MQa1, creisceran U ǀ tan] tant ABQ ǀ erguelh] orguoil AG, orgoill BIKS, orguoill D, ergueilh M, orgoil QX, orgoilh U, ergueil a1 ǀ lur] lor ABDGIKQRSUX, leur a1 ǀ afaire] affaire DIKQX (in D -e ritoccata)    42 que] qe DGQSUa1 ǀ plus] pus R ǀ tart] tard Ua1 ǀ grieu M, greu QRS ǀ Sepulcres] sepolchres D, sepolcres KQ ǀ sepulcre GKpR, sepolcre S ǀ conques] conqes DGMSU, comques Kp    43 pois I, puois K ǀ car QR, qar S ǀ Dieus] deus DIKQS, dex X, deos G (con -s aggiunta) ǀ que] qe DMa1 ǀ quar C, qar GU, car QRS ǀ volgues] uolges BD, uolghes M    44 e] et S ǀ senher] seigner ABDSX, seinher M, segner GQ, seingnier U, segnier a1 ǀ visquessetz] uisqessetz AB, uisqessez DU, uisqesses Ma1, uesquisseç Q, uesqisses S ǀ uisquessaz Kp, uesquisaz X ǀ ses] sans Q, senz UXa1 ǀ falhir] faillir ABDIKUXa1, fallir G, falihr Kp    45 Suria] soria DGKpQS ǀ fugir] fogir BG, foçir Q, fozir S.

VI.  46 Hueimais] Oimais ABDGIKQa1, Oimes Kp, Huei may R, Omais S ǀ Iamais C, Gamais U ǀ non] no G ǀ ai] ay R ǀ esperansa] esperanssa ABD, esperanza GSa1, esperança Q ǀ que] qe ABGMSUa1    47 dux C, duc G ǀ ni] ne DQ ǀ princeps] princes ABQRS, primceps M ǀ qui] qi GMSU ǀ que ABKKp, qe Da1 ǀ cobrar] coubrar U ǀ saubes] saupes KpM    48 e MQR, et S ǀ tug] tuich AB, tuit IKa1, tut U ǀ silh] cill AB, sil IK, cil Qa1 ǀ cel GSU, cell M ǀ seinher M, segner Q, senher R, seigner S ǀ qu’] q’ ABDGKUa1 ǀ qi M ǀ qe QS ǀ loc] luoc AB, luec Ma1, leu S, luog U ǀ tenran MQR, teran S    49 gardar] guardar U ǀ cum] com DGIKKpU, qon M, co QRS, con a1 ǀ fos] foz AB, fostz M, fost Ua1 ǀ pretz] prez DGMS, preç Q, pres Ua1    50 qual] cal ABDIKRSUa1, qal GMQ ǀ foron] furon G ǀ dui] doi A, duy R ǀ valen] uallen M, ualent U ǀ fraire] frayre R    51 ioues] joues D ǀ reys] reis ABDIKKpMRSUa1 ǀ enrics Aa1, henrics BM ǀ coms] cons S, conts U ǀ Gaufres] iaufres ABIKKpMUa1, jaufres D, ioffres Q, iofres R, zoufres S    52 e] et S ǀ qui] qi GMQSU ǀ loc] luoc ABU, luec Ma1 ǀ remanra] remara GIKKp ǀ totz AB, toz D    53 ben deu] be deo D ǀ cossir] consir GISU, conssir Kp, coissir M    54 totz CIKMR, toz GSU, toç Q ǀ bos ABCGIMQRa1, bons KS ǀ faitz ABIKa1, faiz DU, fachz M ǀ aips CGS, aibs QR ǀ socors AKp, secors Ba1 ǀ comensar IK, començar M, comenzar U ǀ enansar C, enanzar G ǀ chausir ABKp, chauzir a1 ǀ iauzir DRS, iaudir Q.

T.  56 uita Kp, uida U    57 faça G, fassa Kp ǀ perdon G, perdo Kp ǀ qe G, que Kp    58 non BD, no A ǀ seigner AB, seingner D ǀ seu BD, sieu A    59 cum AB, com D.

Datazione e circostanze storiche:

Il planh è posteriore alla morte di Riccardo I Cuor di Leone, re d’Inghilterra, avvenuta il 6 aprile 1199; il 25 marzo 1199 Riccardo era stato ferito ad una spalla da una freccia scagliata dal castello di Chaslus nel Limosino (Châlus-Chabrol), che egli teneva sotto assedio dopo che il visconte Aimar V di Limoges, a lui ribelle, vi si era asserragliato. Mouzat (Les poèmes..., p. 419) sostiene che l’indeterminatezza delle allusioni alla successione contenute nella strofa VI (v. 48 tug silh qu’en vostre loc seran, v. 52 qui en loc remanra de vos tres) lascia pensare che il planh sia stato composto «à l’époque où sa succession n’était pas nettement réglée entre le roi Jean et son neveu Arthur de Bretagne», designato come proprio erede da Riccardo (all’epoca della terza crociata, per evitare che Giovanni potesse usurpare il trono durante la sua assenza) e figlio di Goffredo di Bretagna, fratello maggiore di Giovanni; secondo tale opinione, il testo sarebbe stato composto prima del 27 maggio 1199 quando Giovanni fu incoronato a Londra. Benché l’opinione sia congruente con l’idea che il planh non possa essere di troppo posteriore al 6 aprile, lo scontro sulla legittimità di Giovanni fu risolto solo con il trattato di Le Goulet nel maggio 1200 (che è certo data troppo tarda), ma tutti i fattori in gioco non potevano agevolare (e di fatto non agevolarono) le pretese di successione reale di Arthur che nel 1199 era appena dodicenne ed era sostenuto da Filippo Augusto, ma non da vassalli inglesi e normanni; inoltre, Giovanni era stato riconosciuto da Riccardo prima della morte quale erede legittimo e, del resto, nel nostro testo la presenza di Giovanni è implicita nel ricordo dei fratelli Enrico e Goffredo; la mancata menzione esplicita di Giovanni può essere dovuta al fatto che nel testo non sono nominati personaggi viventi oppure è addebitabile a una volontaria censura nei confronti dell’ultimogenito plantageneto, operoso nel crearsi uno spazio politico nella famiglia, ma poco noto per le sue virtù cortesi e mai amato dalle élites politiche e culturali del Sud della Francia (e forse risentitosi per il trattamento a lui riservato nel planh, se è in lui che si deve riconoscere il reys engles di BdT 167.36, v. 35, che è accusato di pauc faire / del gran secors che avia en covinen, cfr. la Datazione del testo su questo sito; un’importante spia lessicale collega peraltro questi due testi: BdT 167.36, v. 20 Liuratz suj a maltraire e il v. 32 del planh).

 

Note al testo:

Per una sommaria valutazione dell’aspetto musicale si vedano il § Melodia e il § Metrica. A parte Dregz de natura comanda (BdT 297.4), contenuto nei mss. del Breviari d’Amor con melodia copiatavi quattro volte, questo planh è l’unico testo trobadorico di cui siano conservate quattro trascrizioni della melodia (raramente il numero raggiunge le tre attestazioni, normalmente se ne hanno due o una), a testimonianza della notorietà del testo e del suo successo (inoltre, anche sei testimoni del contrafactum francese trascrivono la melodia). Dal punto di vista testuale è importante notare che la diesis cade alla fine del quarto verso di strofa, laddove nelle strofe I-IV si trova anche una forte pausa sintattica (ma non nelle strofe V-VI); la tornada, inoltre, ripete metricamente solo i cinque versi successivi alla diesis. Il grande successo del testo gaucelmino, testimoniato dal numero di manoscritti latori, lo ha reso esemplare all’interno del genere del planh. Tuttavia, è necessario ricordare che Gaucelm Faidit si richiama apertamente ai tre planhs di Bertran de Born, suo ineludibile e diretto ascendente: Bertran aveva, infatti, dedicato due compianti al “Re giovane” Enrico Plantageneto (BdT 80.26 Mon chan fenis ab dol et ab maltraire, BdT 80.41 Sui tuit li dol e·lh plor e·lh marriment) e un terzo al fratello Goffredo, conte di Bretagna (BdT 80.6a A totz dic qe ja mais non voil), entrambi citati da Gaucelm al v. 51. Il richiamo degli illustri antecedenti da parte di Gaucelm è esplicito: oltre che per la menzione dei medesimi personaggi, egli, talvolta, imita interi versi del predecessore (cfr. BdT 80.26, v. 4 e BdT 167.22, v. 40; BdT 80.26, v. 18 e BdT 167.22, v. 5) o alcuni temi (cfr. il segle flac di BdT 80.41, str. IV con BdT 167.22, str. III) o addirittura richiama gli stessi esempi (Alessandro Magno e Artù, ripresi da BdT 80.6a, str. III e V). Se tuttavia i planhs di Bertran de Born erano imprescindibili per Gaucelm, è pur vero che essi hanno avuto nei decenni successivi una circolazione limitata, come mostra il numero di mss., mentre il planh di Gaucelm Faidit è divenuto modello di altri planhs: esso viene richiamato in modo diretto da Guiraut de Calanson (BdT 243.6 Belh senher Dieus, quo pot esser sufritz, dove i defunti sovrani plantageneti sono presi a modello di cortesia; ca. 1211-1212); in seguito richiami intertestuali si affacceranno in Guilhem d’Autpol (BdT 206.2, Fortz tristors es e salvaj’a retraire, in morte di Luigi IX, 1270) e negli anonimi BdT 461.107 (En chantan m’aven a retraire, in morte di Gregorio di Montelongo, ca. 1269) e ovviamente il già citato BdT 461.234 in morte di Manfredi che imita la formula metrica di Gaucelm. Importanti momenti di ripresa sono i quattro planhs di Aimeric de Peguilhan (BdT 10.10, 10.22, 10.30, 10.48), trovatore in contatto con Gaucelm Faidit, in particolare BdT 10.10 Era par ben que Valors se desfai (in morte di Guglielmo Malaspina, 1220) che, oltre alla comune menzione di Alessandro Magno e ad altre spie intertestuali, conserva una tornada particolarmente vicina a una delle redazioni della nostra (cfr. la relativa nota). Ma echi di cui non è possibile determinare la volontarietà, la cui origine si colloca comunque nel modello gaucelmino, si ritrovano anche nei compianti di Guilhem Augier, Bertolome Zorzi, Raimon Gaucelm de Beziers, Peire Bremon Ricas Novas, Paulet de Marselha, Lanfranc Cigala, Joan Esteve, Cerveri e Guiraut Riquier.

1. cauza vale sia genericamente “cosa”, sia specificamente “causa, ragione”, che è qui più appropriato. “Forte causa” significa “grave ragione, penosa causa” (cfr. la variante Greu in X).

6. Riccardo I d’Inghilterra, detto Cuor di Leone, figlio quartogenito di Enrico II e Eleonora d’Aquitania, nato a Oxford l’8 settembre 1157 e morto presso Châlus-Chabrol il 6 aprile 1199; duca d’Aquitania dal 1172 e re d’Inghilterra dal 1189, organizzò e partecipò alla terza crociata tra il 1190 e il 1192, arrivando quasi alla conquista di Gerusalemme, a cui dovette rinunciare da un lato per discordie intercorse tra i comandi militari inglesi (da lui capeggiati) e quelli francesi, dall’altro per far fronte alla ribellione interna manovrata dal fratello Giovanni con l’aiuto di Filippo Augusto. Le importanti imprese di Riccardo nella terza crociata sono chiaramente alluse nella str. V, mentre, com’è lecito attendersi in un testo di questo tipo, nessuna parola è spesa per le situazioni svantaggiose in cui il re si trovò: anzitutto la scandalosa prigionia, tra il 1192 e il 1194, presso Leopoldo d’Austria e poi l’imperatore Enrico VI; inoltre, le discordie familiari (benché la presenza dei fratelli Enrico e Goffredo nel testo, la mancanza totale del padre e la non esplicita menzione di Giovanni siano piuttosto eloquenti) e le endemiche rivolte pittavine e aquitane, in una delle cui fasi il re trovò la morte. La lezione di DSW+MR con sostituzione rics > reis (pertanto ripetuto due volte nel verso) e l’ulteriore inversione di valens e Richartz nei soli MR sono evidentemente deteriori, anche perché, nella versione originale, il nome del sovrano Richartz era messo in evidenza, dal punto di vista musicale, grazie a un intervallo discendente di quinta (la-re), che conferiva al nome una grandissima enfasi (cfr. Pollina, «Word/Music...», pp. 268-270 e § Melodia).

7. L’enjambement estremamente percettibile mette di per sé in risalto le parole es mortz. Queste sono ulteriormente delimitate, per mezzo della melodia, da un intervallo di sesta (do-la) in GW o di quarta (do-fa) in η, che le separa dall’esclamazione seguente Ai Dieus, dopo la quale cade la cesura (Pollina, «Word/Music...», pp. 270-272; in X l’intervallo di sesta segnala solo la cesura, ma pare trattarsi di rimaneggiamento: cfr. § Melodia): congiuntamente all’intervallo di quinta del verso precedente, l’effetto che Gaucelm ottiene è quello di evidenziare il sintagma Richartz es mortz, che poi è il nocciolo del planh.

8. Gli interventi dei mss. si spiegano a partire dalla concomitante sinalefe tra salvatge e a e dialefe tra a e auzir (cfr. mss. GKpWX): i mss. CD hanno soppresso a (intendendo forse auzir come sostantivo); ABIKa1 hanno scelto di sostituire auzir con il monosillabo dir; infine, in MQRSU la prep. a è stata sostituita da per, il che ha portato alla rististemazione del secondo stico attraverso la sostituzione di salvatge con il sinonimo greu e conseguenti recuperi sillabici (cfr. anche il planh BdT 10.22, vv. 6-7).

10-13. Il tema dell’impareggiabilità del defunto presso i posteri è ovviamente connaturato al genere del planh, ma le doti militari (acquisite nelle lotte pittavine e aquitane degli anni Settanta e Ottanta che gli valsero l’epiteto di Cuor di Leone) e le raffinatezze cortesi di Riccardo sono riferite anche da altre fonti. Esse sono elencate al v. 13: liberalità, valore guerriero (sull’essere pros si insisteva anche al v. 11 – rics a testo in Mouzat è innovazione di CG, come adreitz per arditz lo è di ABa1), audacia o arditezza, munificenza (disposti a chiasmo). Tale caratterizzazione ritorna anche ai vv. 28-31.

14-16. Gli unici paragoni possibili per un re che è descritto come l’apice della vita cortese sono necessariamente tratti dai re più prestigiosi che si rinvenivano nella produzione letteraria cortese dell’epoca: il re Alessandro Magno che sconfigge Dario (centrale nelle diverse versioni del Roman d’Alexandre), l’imperatore Carlo Magno (re e imperatore secondo quanto ne dice l’incipit della Chanson de Roland: Carles li reis nostre emperere magne) e re Artù, figura unificante della materia di Bretagna e punto focale della corte di Camelot. Al v. 16 la variante tan (CGQRSW) in luogo di lo (DIKUXη) o di plus (ABa1+Kp; probabile innovazione passata a Kp per contaminazione) è adiafora, ma più elegante.

18. Essere da alcuni amati e da altri temuti, coram mundo, è prerogativa dei principi, ma non è da escludere che il verso vada anche riferito ai personaggi menzionati in precedenza: a temere Riccardo dovevano essere addirittura i combattivi Alessandro e Carlo, ad apprezzarne le virtù cortesi vi era invece Artù.

III. La terza strofa è strofa di passaggio, prima del klimax ascendente che contraddistingue le ultime tre coblas. Benché non manchi di riferirsi alla morte del sovrano migliore del mondo (vv. 24-25), essa ha un tono generale e blandi legami di pensiero con le strofe II e IV, a differenza delle altre strofe, la cui concatenazione è garantita da uno stringente sviluppo di pensiero; ciò, unito al fatto che la cobla termina con un appello a non temere la morte (come spesso accade nei planhs), ha comportato che essa sia stata percepita come conclusiva in ABIKa1, dove è la strofa finale, o che abbia provocato un perturbamento nella collocazione della str. II, scivolata anch’essa in posizione finale in MR.

23-25. Se al v. 23 la soppressione di nos in DS+MR (con recupero sillabico grazie a uno iato qe aras) è interna alla “seconda tradizione” (in IK essa è differente e forse autonoma), al v. 24 la varianza si attesta nell’alternanza di sol e tot, che hanno tutto l’aspetto di funtivi dilatatori (forse per uno iato *que a un colp?): una doppia lezione ipermetra è nei mss. IK, che usano entrambe le varianti in modo concomitante (K poi espunge sol); delle due lezioni quella preferibile è sol, che garantisce una cesura a minore (come anche l’ipotetico *que a un colp, mentre con l’altra lezione il verso non ha cesura). La lezione tot parrebbe essersi generata nell’ambito dell’affine di C (è in CGIKKpWX) assieme almeno alla variante pretz, usata da KpX in questo verso per sostituire mielhs e da CG al verso seguente per sostituire gaugz, chiaro segno che tutte le varianti provengono dal medesimo ambito. Si tenga inoltre presente che al v. 24 la melodia prevede sulle sillabe quinta e sesta un intervallo di quinta (cfr. nota al v. 6), che, qualora non venisse appianato dall’esecutore nelle strofe successive alla prima, poteva generare dubbi sulla posizione della cesura (che al v. 6 è a maiore). Al v. 25 la lezione gaugz è preferibile a sens di ABa1Kp+X e, per i motivi poc’anzi esplicitati, a pretz di CG; il plurale di gaug può aver infastidito qualche revisore, che è pertanto intervenuto sul testo.

29. L’elenco di azioni e attività cortesi riprende ed esplicita quello dei vv. 10-13 (che in ABIKa1 è la strofa precedente): tra esse le armi (cioè il valore e la perizia militare), il partecipare a tornei espes “fitti, con combattimenti affollati”, l’avere corte e il saper tenere corte, la disposizione alla liberalità e alla munificenza. I mss. ABa1 rivedono l’aggettivazione del verso, riprendendo quella del verso seguente; forse lo stesso accade con CGKpW che ripetono gran del verso seguente.

32-36. Sull’espressione liurat a mal traire, cfr. § Datazione e BdT 167.36, v. 20. L’uso di domande retoriche (anche rivolte direttamente al defunto) all’interno dei planhs provenzali è frequentissimo. Chi siano coloro che attendevano una ricompensa e coloro che – diremmo con termini moderni – avevano fatto carriera durante il regno di Riccardo resta difficile da precisare: a giudicare dal prosieguo del discorso nella str. V, tutta incentrata sulla spedizione compiuta in Terra Santa, si tratta almeno di coloro che avevano beneficiato delle conquiste di Riccardo in Palestina (dove il re aveva consolidato o esteso in dominio cristiano lungo la costa, senza riuscire a penetrare efficacemente nell’interno e a conquistare l’ambita ricompensa di Gerusalemme), ma il testo è volutamente sfumato, in modo da permettere una vasta identificazione da parte del pubblico. Certo, dai mercenari ai trovatori, dai vassalli agli amministratori, dai parenti agli alleati, non mancavano persone che dall’operato di Riccardo avevano ricevuto o attendevano benefici e che furono danneggiati dalla morte inattesa del sovrano.

39. Il verso indica gli avversari degli stati cristiani in Medio Oriente e denota una buona conoscenza dei gruppi (etno-)linguistici di quell’area: i Sarrazi, Saraceni, sono le popolazioni arabe; i Turc sono chiaramente le popolazioni turche di ceppo altaico, in origine mercenari dei califfi abbasidi, ma a quest’epoca già giunte al potere in diverse aree del califfato; i Persan sono le popolazioni iraniche, tra cui vanno annoverati anche i curdi, popolo a cui apparteneva Safadino (il fratello di Saladino), che allora controllava la maggior parte della Terra Santa, della Siria e dell’Egitto; quanto ai Payan, il termine generico vuole probabilmente indicare tutte le genti non cristiane ostili agli stati crociati, assoldate dai sultani (si pensi all’eterogenea provenienza dei Mamelucchi). Il verso va pertanto inteso nel seguente modo: «arabi, turchi, iranici e tutti gli altri miscredenti».

41. Il verso presenta una forte varianza testuale: assumo a testo, come Appel, una lezione congetturale in cui la preposizione e[n], retta dal verbo creisser con uso intransitivo, ha creato una costruzione ostica per la maggior parte dei copisti, che hanno preso creisser come transitivo (e[n] è dunque elemento dinamico). La prep. e[n] è stata conservata nella posizione a testo solo da CU, ma essa si ritrova anticipata in ABX al posto di d’ ed è stata sostituita da tot in DIKQRS. Alcuni mss. hanno ritoccato il testo autonomamente rispetto alle fonti (CG, M, U simile ad a1).

42. Il Santo Sepolcro, sineddoche per Gerusalemme, è alluso anche nello scambio di coblas tra Gaucelm Faidit ed Elias d’Ussel (BdT 136.3, v. 2 e la corrispondente nota su questo sito).

43. Si noti l’amarezza sconfortata con cui Gaucelm ripropone il motto Deus vult della prima crociata, non per indicare la missione sacra della riconquista di Gerusalemme, ma per segnalare la volontà divina della morte di Riccardo. Lo stico mas Dieus o vol, inoltre, ottiene grande enfasi dallo sviluppo melodico, descritto nella nota al v. 7, il quale non sempre corrisponde ad un testo di particolare pregnanza contenutistica nelle rimanenti strofe. Ma è pur possibile che l’opera di adattamento della melodia al testo fosse in parte demandato all’esecutore (cfr. Pollina, «Word/Music...», pp. 272-274).

45. Suria (lat. Syria, Suria) è il nome dato nel Medioevo dai crociati agli odierni Palestina, Libano e parte della Siria (Sur è, peraltro, il nome arabo di Tiro, una delle città principali del regno di Gerusalemme).

47. Il verso vuole ricordare al pubblico il concorso di sovrani che si era avuto durante la terza crociata, alla quale avevano preso parte Federico Barbarossa, Riccardo d’Inghilterra e Filippo Augusto, assieme ad altri contingenti; all’epoca della morte di Riccardo, che era stato il leader principale delle azioni belliche della terza crociata e il cui impegno aveva quasi portato alla riconquista di Gerusalemme, Innocenzo III aveva da poco meno d’un anno invitato a una nuova spedizione i sovrani europei, senza riscontrare grandi entusiasmi. La morte di Riccardo era stata poi percepita come la perdita di uno dei punti di riferimento naturali della spedizione ed è in effetti questo sentimento che Gaucelm esprime alla fine della str. V e all’inizio della VI.

48. Cfr. Datazione.

51. Si tratta dei due più noti fratelli di Riccardo, morti prima di lui, che vengono menzionati nella stessa sede strofica in cui veniva nominato Richartz (il sesto verso di strofa). Il “Re Giovane” era il secondogenito Enrico (nato nel 1155, dopo Guglielmo morto in tenera età), associato al trono dal padre Enrico II nel 1170 e morto nel 1183; si noti la variante esplicativa Enrics in ABa1-M al posto di ioves. Il cortes coms Gaufres è invece il quintogenito Goffredo di Bretagna, nato nel 1158 e morto a Parigi nel 1186. Il planh per Riccardo diviene così una sorta di panegirico di un’intera generazione plantageneta. Si noti che Enrico e Goffredo sono i due fratelli definiti “valenti”, mentre l’ultimogenito Giovanni non è fatto rientrare in questa definizione; benché ciò possa non essere stato gradito al successore di Riccardo (cfr. Datazione e BdT 167.36), non si deve dare a tale fatto un’eccessiva connotazione di malizia, perché da un lato qui sono ricordati e celebrati esplicitamente solo i morti (e solo i rampolli maschi adulti, non le sorelle Matilda, Eleonora e Giovanna), dall’altro Giovanni è adombrato piuttosto chiaramente nei versi successivi.

52. Il riferimento è, a mio avviso, a Giovanni Senza Terra, successore di Riccardo. Si veda al riguardo il § Datazione. Per il rilievo musicale, cfr. nota al v. 7.

54. Il verso presenta una forte diffrazione: ABa1+D+Kp de far bos faitz (rics faiz D, granz corz Kp) e de socors chausir (son cor iauzir D); MU de totz bos fachs començar e fenir + IK de comensar totz bos faitz e fenir; CG de totz bos aips enansar e grandir + RQS de totz bos aips e si meteis iauzir (cfr. D). La situazione è solo parzialmente razionalizzabile: la prima parte del verso fino alla cesura, al di là dell’alternanza faitz/aips (su cui cfr. ad es. BdT 10.22, v. 23 e BdT 10.48, v. 30 de totz bos ayps, e BdT 10.30, v. 22 qui·ls sieus bos aips: lo stilema con aips è diffuso in moltissimi planhs e può essere stato introdotto come reminescenza mnemonica dai copisti), è condivisa da CGQRS e MU (e IK in origine), mentre ABa1+D+Kp introducono un altro verbo (far). Per la seconda parte del verso, la lezione di RQS si meteis iauzir pare una banalizzazione (comunque incongrua semanticamente, motivo per cui M contamina da altra fonte) a partire da una lezione quale quella di D (son cor “lui stesso” > si meteis); D presenta il rimante iauzir che si ha anche in RQS, possibile variante grafica per chausir (ABa1+Kp). Ciò creerebbe una solidarietà ABDKpQRSa1 per la seconda parte del verso; allo stesso modo, comensar e fenir di MU (IK invertono i sintagmi) e enansar e grandir di CG postulano una simmetria, che potrebbe avere un’origine comune (comensar e enansar hanno inoltre in comune buona parte del materiale grafico). Il fatto che per questo verso i gruppi manoscritti non coincidano con i raggruppamenti generali individuati dalle altre lezioni indica che qui i testimoni ricorrono a una contaminazione trasversale (che continua nella tornada), per far fronte ad un problema: quale fosse tale problema, tuttavia, non è evidente. Adotto la lezione di MU, sostenuta da IK e parzialmente da CG.

T. La tornada, trasmessa da ABDGKpSU, presenta, come il v. 54, una forte diffrazione di lezioni, in cui si distinguono due redazioni: una, di massima veicolata da ABD, si rivolge direttamente a Dio invocandone il perdono a favore del re; l’altra, di massima veicolata da GKp-SU, si rivolge al re e parla di Dio in terza persona, sempre invocandone il perdono. La prima redazione mostra incongruenze in particolare ai vv. 55-56 (ripetizione di Dieus) e i mss. AB non sono mai stati preferiti in questa edizione, in quanto snodo basso della tradizione; la seconda redazione è più incerta e adopera liberamente alcune varianti che dovevano essere diponibili nella varia lectio e che ricorrono frequentemente nei testi trobadorici che parlino di Dio: vers-verais, dieus-reis, vida-hom-merces, ops-cocha-coichos, perdon-oblidar-pecat. Una tornada simile a quella trasmessa da ABD si rinviene nel planh di Aimeric de Peguilhan per la morte di Guglielmo Malaspina (trasmessa da ABD-IK + CE-R): vv. 46-47 Lo senher qu’es us en personas tres / vos valh’ aissi cum ops e cocha·us es; le due tradizioni potrebbero essersi parzialmente sovrapposte, in quanto i due planhs hanno altri elementi comuni (è chiaramente Aimeric che imita l’insigne modello gaucelmino, ma nella trasmissione del testo la priorità cronologica non ha alcuna importanza). Per quanto riguarda il testo adottato per Gaucelm Faidit, prediligo anche in questo caso la redazione di area y, in particolare basandomi su GKp.

[GB, lb]


BdT    Gaucelm Faidit

Canzoni sulle crociate