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Luigi Milone (Venezia 1949-2012)
La piccola comunità del Rialto ha perso il
cofondatore del sito Luigi Milone, o per meglio dire il suo ispiratore. Benché
privo di competenze e di interessi informatici, Milone era rimasto affascinato dal
Rialc,
la biblioteca digitale di poesia catalana portata a termine in pochi anni, e in
più occasioni aveva suggerito di avviare un progetto simile per la poesia dei
trovatori. Riuscì alla fine a convincere, poco dopo il 2000, Di Girolamo e i
suoi più diretti collaboratori e il progetto partì, sebbene con un paio di
correzioni: il Rialto non si sarebbe occupato dei soli trovatori, bensì
di tutta la produzione letteraria occitana medievale, e inoltre, a differenza del
Rialc,
non si sarebbe imposto tappe forzate né avrebbe mirato a mettere insieme, almeno
non nell’immediato, una biblioteca digitale integrale – e questo, ovviamente, a
vantaggio di un maggiore rigore. In onore del suo insistente promotore, fu
trovato per il sito un acronimo un po’ avventuroso, ma tutto sommato
accettabile, che ricordava Venezia.
Formatosi come contemporaneista all’Università di
Padova con una tesi di storia della lingua italiana su Andrea Zanzotto diretta
da Gianfranco Folena, successivamente avvicinatosi alla filologia romanza ancora
sotto la guida di Folena e poi di Alberto Limentani, Milone ha dedicato il
grosso del suo lavoro all’edizione critica di Raimbaut d’Aurenga, lasciata inedita ma completata: un’edizione ‘infinita’, certo per il perfezionismo
dell’editore, ma
anche per le oggettive difficoltà del testo, a tutti note.
L’acutezza e il rigore di questo studioso erano
indissociabili dal suo tratto umano, dalla sua gentilezza, dalla sua ironia. La
sua scomparsa lascia
un percepibile vuoto nella nostra disciplina, ma non mancherà, a quanti lo hanno
conosciuto, il grato ricordo del suo sorriso.
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