I.
II.
III.
IV.
V.
V. (20bis)
VI.
VII.
VIII.
Imperatore, per la vostra fama e per la prodezza che avete, sono venuto a voi, lo sapete, e non me ne debbo pentire.
Il mio pelo dovrebb’essere più lucido, dal momento che sono venuto qua a visitare la vostra corte; perché io farò conoscere vicino e lontano la gioia che vi attende.
Se mai ho creduto di poter andare orgoglioso a causa vostra, ora tutto ha cambiato faccia a questo riguardo; ché v’ha chi mi vede di buon occhio e non osa mostrarlo apertamente.
Chi si compiace perché io sono tanto pungente contro i vili e i codardi, perché tien la bocca chiusa, e voce di plauso non osa uscirne?
Imperatore, se ben ricerchi, buono e vero è il proverbio: quando un servo rimpiange ciò che il padrone dona, sono lacrime inutili.
Imperatore, così Dio mi guardi . . . . . .
S’io resto deluso della vostra liberalità, mai più Marcabruno andrà a pescare in uno stagno di cui senta dir bene, perché penserebbe restar deluso ogni volta.
Per quella fede che vi devo, mai sinora imperatori o re ebbero di me così buon mercato come voi, e Dio permetta ch’io ne possa aver gioia!
Imperatrice, pregate per me, ché io farò crescere la vostra fama.
Testo: Aurelio Roncaglia, «I due sirventesi di Marcabruno ad Alfonso VII», Cultura neolatina, 10, 1950, pp. 157-183, alle pp. 172-173. – Rialto 23.iv.2005.
Metrica: vedi l’ed. Gaunt-Harvey-Paterson.
Per via della tradizione sostanzialmente unitestimoniale (il frammento z, pubblicato da V. De Bartholomaeis nel 1915 e oggi irreperibile, è uno stretto affine del canzoniere D) il testo Harvey risulta identico a quello roncagliano eccetto per la menda Si·l (invece che Qui·l) al v. 13, introdotta per scongiurare un anacoluto tutto sommato ammissibile per Roncaglia (p. 176 n. 13). L’unica notevole differenza interpretativa riguarda i vv. 11-12, che Harvey rende, piuttosto liberamente, ‘for there is someone who makes a great show of good deeds but does not venture to reveal what he is (his true nature)’; il significato dell’espressione menar bon fait en l’uoill rimane, a dire il vero, problematico (cf. ed. Roncaglia, p. 175 n. 11-12; ed. Harvey, p. 322 n. 11).